12 Novembre 2021
PAC 2023-2027: COSA CAMBIERÀ SUL PRIMO PILASTRO DEI PAGAMENTI DIRETTI

Il 31 dicembre 2021 l’Italia dovrà presentare alla Commissione il piano strategico nazionale tendo anche conto delle esigenze emerse dal confronto fra Mipaaf/Rete rurale nazionale, Regioni/Province Autonome e Partenariato. Ad oggi non vi sono informazioni dettagliate sulle caratteristiche del piano, è però possibile esprimere alcune considerazioni in merito al primo pilastro.

Si ricorda che, la dotazione annua per i pagamenti diretti è di 3,6 miliardi di euro da suddividere tra 41-65% al sostegno di base al reddito per la sostenibilità, 20-25% eco-schemi, 10% sostegno redistributivo, 13-15% sostegno accoppiato e 3% sostegno ai giovani agricoltori.

L’Italia, godendo di un margine di discrezionalità, dovrà affrontare scelte strategiche per i suoi agricoltori, in particolare:
- la quota di dotazione per gli eco-schemi per il 2023 e 2024 e dunque se nel corso dei primi due anni, impiegare solo il 20% della dotazione, e destinare la differenza (5%) nei pagamenti diretti disaccoppiati;
- come utilizzare il 10% della dotazione per il sostegno redistributivo da destinare alle piccole o medie oppure esentarsi da tale obbligo se si dimostra di aver adempiuto alla redistribuzione del sostegno al reddito mediante altri interventi/strumenti del I° pilastro che perseguono lo stesso obiettivo;
- aumentare del 2% la dotazione per il sostegno accoppiato;
- in che modo utilizzare il 3% dei loro pagamenti diretti ai giovani agricoltori;
- come impiegare gli strumenti di gestione del rischio ed assegnare la relativa dotazione, fino ad un massino del 3%;
- in che modo continuare il processo di convergenza interna dei pagamenti diretti in modo che tutti gli agricoltori possano avere titoli pari all’85% del valore medio nazionale entro il 2026 (oggi al 60%).

Volendo provare ad ipotizzare il budget totale dei pagamenti diretti al netto delle numerose scelte strategiche che ancora devono essere compiute, è possibile elaborare tre ipotesi che prevedano rispettivamente un assegnazione al pagamento pari a:
- 41% pari a circa 1 miliardo e 480mila euro, denominato Scenario 1;
- 44% ovvero 1miliardo e 590mila euro, denominato Scenario 2;
- 50% delle risorse pari a 1 miliardo e 800mila euro, chiamato Scenario 3.

Data una superficie di circa 10milioni di ettari ed i tre differenti plafond, è possibile calcolare il valore medio del titolo per ciascuno scenario, che varia dai 148 euro nel caso dello scenario 1 (41%) ai 181euro per lo scenario 3 (50%). Tali valori medi dovranno essere poi ridotti del 15% per il processo di convergenza, per arrivare all’85% del valore medio non oltre il 2026.

La simulazione prosegue attraverso la stima del fabbisogno annuo di risorse necessarie delle tre ipotesi di plafond. Sommando alla spesa per l’erogazione dei pagamenti di base a quella per sostenere la convergenza si riscontra che il budget previsto in ciascuno scenario non è sufficiente. Anche imponendo il tetto a 1.000 euro al valore dei titoli, possibilità contemplata per finanziare la convergenza, in nessuno dei tre scenari proposti i fondi sarebbero sufficienti.

La simulazione, seppur con i propri limiti, voleva porre l’attenzione sull’impatto economico che avrà la convergenza sugli agricoltori. L’Italia è chiamata a compire scelte importanti per l’allocazione delle risorse in ambito di primo pilastro in modo che il processo sia il meno impattante possibile sui propri imprenditori.

 

 

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