Restituiti all’agricoltura della Puglia un miliardo e 375 milioni di euro della Politica Agricola Comune, risorse che rafforzano la capacità produttiva delle campagne, sostengono il reddito delle imprese e mettono un argine alle difficoltà causate da cambiamenti climatici, aumento dei costi e instabilità dei mercati. Un risultato ottenuto grazie all’azione di Coldiretti sul piano europeo e nazionale, in una fase in cui la produzione di cibo è diventata una leva strategica per l’economia e la sicurezza alimentare, ed è uno dei temi al centro dell’incontro che ha visto 3000 agricoltori pugliesi riuniti al Teatro Petruzzelli di Bari, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo
Le risorse recuperate rappresentano un sostegno decisivo per l’agricoltura pugliese, chiamata a fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici, l’aumento dei costi di produzione e le tensioni sui mercati internazionali, oltre alla necessità di difendere le produzioni di qualità simbolo del Made in Italy. Nel dettaglio alla Puglia sono ritornati 608 milioni di euro per le province di Bari e BAT, 417 milioni di euro per la provincia di Foggia, 170 milioni di euro per la provincia di Taranto, 124 milioni di euro per la provincia di Lecce e 56,5 milioni di euro per la provincia di Brindisi.
Si tratta di risorse fondamentali per garantire gli approvvigionamenti alimentari, mantenere attivi i presìdi agricoli nelle aree rurali, contrastare il dissesto idrogeologico, ridurre le emissioni e favorire la diffusione delle tecnologie dell’Agricoltura 5.0, capaci di rendere più efficiente e sostenibile l’uso delle risorse naturali. Per Coldiretti è però indispensabile affiancare al sostegno economico anche regole più semplici e meno burocrazia, per permettere alle imprese agricole di lavorare senza essere soffocate da adempimenti e vincoli spesso lontani dalla realtà delle campagne.
La difesa del Made in Italy si gioca anche sul terreno dei controlli e della trasparenza sulle importazioni di cibo straniero, cresciute dell’8% nel 2025 secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi undici mesi dell’anno. Un aumento che rende ancora più urgente tutelare le produzioni locali da concorrenza sleale e prodotti che non rispettano gli stessi standard qualitativi, ambientali e sanitari richiesti agli agricoltori italiani.
Per questo Coldiretti rilancia la richiesta di una legge europea che renda obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta su tutti i prodotti alimentari, così da garantire piena trasparenza ai consumatori e valorizzare il vero Made in Italy. Altro punto chiave è la riforma del codice doganale, oggi basato sulla regola dell’“ultima trasformazione sostanziale”, che consente di far risultare italiani prodotti ottenuti in larga parte con materie prime straniere. Un meccanismo che favorisce gli inganni commerciali e penalizza le aziende che producono realmente sul territorio.
Sul fronte sanitario, resta inoltre alta l’attenzione per la debolezza dei controlli con solo il 3% dei prodotti extra UE viene sottoposto a verifiche, mentre nel 2025 è scattato un allarme alimentare ogni 38 ore su cibi importati, soprattutto per la presenza di residui di pesticidi e sostanze vietate. Difendere il Made in Italy in Puglia significa difendere lavoro, salute e futuro dei territori. Una sfida su cui Coldiretti continuerà a mantenere alta la guardia.
