25 Settembre 2020
ETICHETTATURA: COLDIRETTI PUGLIA, BENE SEQUESTRO POMODORI E PEPERONI ALBANESI A MOLFETTA; OPERAZIONE FINANZA ANTI TAROCCO

Plauso di Coldiretti Puglia all’operazione della Guardia di Finanza che ha sequestrato a Molfetta 20 tonnellate di pomodori, melanzane e peperoni provenienti dall’Albania e venduti sui banchi al consumo come prodotti Made in Italy. E’ il commento della Coldiretti Puglia che ricorda la battaglia storica per l’etichettatura obbligatoria dei prodotti agricoli che è iniziata proprio dall’ortofrutta con il Decreto Legge entrato in vigore nel lontano 2003.

“La stretta sui controlli è essenziale in questo momento difficile per l’economia agricola regionale e per gli stessi consumatori, ancora alle prese con gli effetti dell’emergenza Coronavirus. Siamo all’avanguardia in Europa nelle politiche per la trasparenza dell’informazione ai consumatori, con l’etichetta di origine Made in Italy su ¾ della spesa per impedire di spacciare prodotti stranieri come made in Italy. Va resa più efficace ed efficiente l’attività di controllo nei mercati rionali, dove sono già state rilevate frequenti violazioni della legge ”, afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“L’Italia che è leader europeo nella qualità e nella sicurezza alimentare ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie”, precisa il presidente Muraglia nel sottolineare che “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”.

L’etichettatura dei salumi è l’ultimo capitolo della storica battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro era arrivato grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro, mentre nel dicembre 2012 è passata la legge ‘salva olio’ Made in Italy.

Le norme italiane che prevedono l’obbligo di indicare l’origine in etichetta dei derivati del latte, del grano nella pasta, olio extravergine e derivati del  pomodoro, si aggiungono a quelle europee dove  – continua la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato con la carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.

Un obiettivo condiviso dalla maggioranza dei consumatori europei e dall’82% di quelli italiani che chiedono di superare l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’etichetta per la carne fresca, ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca, ma non per i succhi.

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