2 Ottobre 2026
EDUCAZIONE ALIMENTARE: 1 BAMBINO SU 3 IN SOVRAPPESO; AL VILLAGGIO A LECCE LA SFIDA CONTRO IL CIBO CHE AMMALA

Escludere i cibi ultraformulati dalle mense scolastiche e archiviare la stagione delle gare al massimo ribasso, aumentando al contempo le ore di educazione alimentare nelle scuole, significa intervenire sulla salute pubblica e sul futuro di bambini e ragazzi. È la richiesta di Coldiretti Puglia, lanciata dall’apertura della grande masseria didattica a cielo aperto allestita nel Villaggio Coldiretti in Piazza Mazzini a Lecce.

L’educazione alimentare deve tornare ad avere un ruolo centrale nella scuola, per aiutare bambini e ragazzi a conoscere ciò che portano in tavola, riconoscere la stagionalità degli alimenti, comprendere il valore della qualità e dell’origine e costruire fin da piccoli un rapporto consapevole con il cibo. Un’esigenza resa ancora più urgente – spiega Coldiretti Puglia - dalla diffusione di modelli alimentari caratterizzati da un consumo eccessivo di prodotti ad alta trasformazione e dalla progressiva perdita di riferimenti legati alla dieta mediterranea.

La grande masseria didattica del Villaggio Coldiretti di Lecce diventa così una vera aula a cielo aperto, dove l’educazione passa dall’esperienza diretta. Nei laboratori dedicati ai bambini si parte dalla scoperta delle farine e dal laboratorio “mani in pasta”, per arrivare al mondo delle api e del miele, alla conoscenza della biodiversità e degli animali della fattoria, fino alla piantumazione dei fiori. Un percorso che mette insieme agricoltura, natura, stagionalità e alimentazione, trasformando il cibo da semplice prodotto da consumare a patrimonio da conoscere.

“Se vogliamo davvero prevenire e tutelare la salute dei nostri bambini, dobbiamo partire dall’educazione alimentare, dalla scuola e dalla mensa. Il cibo non può essere soltanto qualcosa che si consuma, deve diventare conoscenza, cultura e consapevolezza”, afferma Costantino Carparelli, presidente di Coldiretti Lecce, nel sottolineare che “al Villaggio Coldiretti di Lecce stiamo mostrando concretamente che si può educare divertendo, facendo conoscere ai bambini la terra, gli animali, le api, le farine, la biodiversità e la stagionalità. Chiediamo che questa esperienza non resti confinata agli eventi, ma diventi parte strutturale del percorso scolastico, perché imparare da piccoli a scegliere e conoscere il cibo significa costruire le basi per una vita più sana”.

È la stessa filosofia che da dieci anni accompagna il progetto di ‘Educazione alla Campagna Amica’ in Puglia, che ha coinvolto circa 200mila bambini e 480 scuole. Il 70% dei partecipanti ha un’età compresa tra 4 e 11 anni, mentre il restante 30% riguarda studenti delle scuole secondarie, un’esperienza che dimostra come il rapporto diretto con la campagna e con chi produce possa diventare uno strumento concreto di educazione e prevenzione.

La richiesta di Coldiretti Puglia è quindi di rafforzare l’educazione alimentare nelle scuole, rendendola sempre più strutturale e collegandola alle mense, alle famiglie e al territorio. Conoscere la differenza tra un prodotto fresco e stagionale e un alimento ultraformulato, sapere da dove arriva ciò che mangiamo e comprendere il valore nutrizionale degli alimenti significa fornire ai bambini strumenti che possono accompagnarli per tutta la vita.

Il Villaggio Coldiretti di Lecce, dal 2 al 4 ottobre in Piazza Mazzini, rappresenta in questi giorni un grande laboratorio aperto alla città. Accanto alla masseria didattica trovano spazio il Mercato di Campagna Amica, con le produzioni degli agricoltori, la Locanda con i cuochi contadini, lo street food agricolo, l’Enoteca e  l’Elaioteca del Villaggio, la Fattoria degli animali, l’Agriasilo, le attività dedicate a sport e salute, le degustazioni e i momenti di incontro e approfondimento sui temi del cibo e della salute, un percorso che consente a bambini, famiglie e cittadini di entrare in contatto diretto con il mondo agricolo e di conoscere il cibo attraverso esperienze concrete.

Per Coldiretti Puglia la sfida è riportare il cibo al centro dell’educazione, perché la prevenzione comincia anche da ciò che mettiamo nel piatto. E per difendere la salute dei bambini bisogna partire dalla scuola, dalla mensa e dalla conoscenza del cibo, restituendo valore alla qualità, alla stagionalità e all’origine degli alimenti.

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