28 Maggio 2022
CALDO: +25% ACQUISTI FRUTTA CON ASSEDIO AFA

In cima alla top ten degli acquisti ciliegie, albicocche, pesche noci, fragole e nespole

Il balzo delle temperature anche oltre i 35 gradi in Puglia con bolle di calore che stringono d’assedio città e campagne ha fatto esplodere i consumi di frutta e verdura sulle tavole dei pugliesi negli ultimi sette giorni con un aumento medio del +25%, con i cima alla top ten degli acquisti ciliegie, albicocche, pesche noci, fragole e nespole. E’ quanto stima la Coldiretti Puglia, in riferimento all’impatto sugli acquisti dell’ondata di grande caldo che ha investito la regione sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L’andamento positivo dei consumi oltre che dai cambiamenti climatici è spinto anche – sostiene la Coldiretti Puglia – dalla svolta green nell’alimentazione impressa dall’emergenza Covid con una crescente attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi freschi, genuini e dietetici.

L’aumento delle temperature – sottolinea la Coldiretti regionale - sta peraltro favorendo i processi di maturazione nelle campagne con l’arrivo sul mercato di una più ampia gamma di frutta e verdura offerte. Ciliegie, fragole, nespole, asparagi, radicchio, rucola, ravanelli, zucchine, cavoli, patate, carciofi, finocchi, piselli, fave, carote, le prime angurie, meloni, albicocche e pesche ma anche mele e le ultime arance – sottolinea la Coldiretti – aiutano a combattere l’afa, a idratarsi e a fare il pieno naturale di vitamine.

A preoccupare il settore ortofrutticolo in Puglia è il forte incremento dei costi correnti di produzione, spinto da guerra in Ucraina, , con aumenti per gli agricoltori che  sono in media per frutta italiana del +51% con rincari che vanno da +170% per i fertilizzanti al +129% per il gasolio agricolo per le raccolte fino a 15% per i prodotti fitosanitari, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Crea. A questo si aggiungono gli aumenti per i trasporti fino agli imballaggi, con gli incrementi che colpiscono dalla plastica per le vaschette, le retine e le buste (+70%), alla carta per bollini ed etichette (+35%) fino al cartone ondulato per le cassette (+60%), stesso trend di rincari per le cassette in legno (+60%).

L’ortofrutta – precisa la Coldiretti regionale – è la prima voce di spesa delle famiglie per una media di oltre 105 euro al mese, per un quantitativo totale di circa 5,9 milioni di tonnellate lo scorso anno. Albicocche, pesche noci, nespole e albicocche, ma anche angurie e meloni – sottolinea la Coldiretti Puglia – aiutano a combattere l’afa, a idratarsi e a fare il pieno naturale di vitamine. Frutta e verdura – spiega la Coldiretti regionale – sono alimenti che soddisfano molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile. Con gli stili di vita più salutistici – continua la Coldiretti regionale – si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli, a casa, o in spiaggia, unaa opportunità resa possibile dal fatto che la Puglia è prima nella classifica nazionale per le ciliegie e l’uva da tavola, ma anche per le pesche, le angurie e le albicocche.

Per garantirsi prodotti freschi e di qualità, ottimizzare la spesa evitando sprechi e con il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio della Coldiretti è quello di verificare l’origine made in Italy, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori o nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”.

SONDAGGIO

Ritiene che acquisterebbe cibi sintetici, come carne, uova, pesce o latte, qualora arrivassero sui banchi di vendita?

TERRAINNOVA

 

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